martedì 2 giugno 2009

The End









This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end

Of our elaborate plans, the endo
Of everything that stands, the end
No safety or surprise, the end
Ill never look into your eyes...again

Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need...of some...strangers hand
In a...desperate land
Lost in a roman...wilderness of pain
And all the children are insane
All the children are insane
Waiting for the summer rain, yeah

There's danger on the edge of town
Ride the kings highway, baby
Weird scenes inside the gold mine
Ride the highway west, baby

Ride the snake, ride the snake
To the lake, the ancient lake, baby
The snake is long, seven miles
Ride the snake...he's old, and his skin is cold

The west is the best
The west is the best
Get here, and well do the rest

The blue bus is calling us
The blue bus is calling us
Driver, where you taken us

The killer awoke before dawn, he put his boots on
He took a face from the ancient gallery
And he walked on down the hall
He went into the room where his sister lived, and...then he
Paid a visit to his brother, and then he
He walked on down the hall, and
And he came to a door...and he looked inside
Father, yes son, I want to kill you
Mother...I want to...fuck you


Come on baby, take a chance with us
Come on baby, take a chance with us
Come on baby, take a chance with us
And meet me at the back of the blue bus
Doin a blue rock
On a blue bus
Doin a blue rock
Come on, yeah

Kill, kill, kill, kill, kill, kill

This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end

It hurts to set you free
But you'll never follow me
The end of laughter and soft lies
The end of nights we tried to die

This is the end



giovedì 28 maggio 2009

ROCK E DANNAZIONE

Il rock è dannazione? Forse, vedremo, in parte. Genere musicale da sempre molto accattivante,a volte sconvolgente, a volte pacchiano, a volte insofferente: un immenso palcoscenico che dagli anni '50 ha visto convivere , costantemente, personaggi molto diversi tra loro per soluzioni creative, attitudine, doti tecniche, estetismo, vissuto, cultura, ideologia ; c’è chi è riuscito ad accarezzare le corde dell’anima e chi ci ha ficcato dentro gli artigli, chi ha sedotto e chi ha commosso, chi ha guidato e chi ha scandalizzato, chi è arrivato e chi è caduto.
Certo è , che il Rock, quello vero, ha lasciato solchi notevoli su di uno sfondo socio-culturale, che non è mai uscito illeso dall’incontro-scontro con certe personalità magnetiche e vibranti. Depositario delle superstizioni puritane legate al Blues, il nostro elettrico “amico” ribelle viene immediatamente consacrato da molti come empio frutto del demonio, il che non è male per un neonato, a cui però puzza già l’alito di birra e non solo…
Una cospicua fetta di Rock è senza alcuna ombra di dubbio intrisa di dannazione, se non densa del tutto, ma ciò non vuol dire certo approdare ad uno scenario che gravita esclusivamente intorno a diavoli, streghe, esoterismo e blasfemia. Per carità, questa frangia vi è stata e sempre vi sarà, perché l’arte non ha limiti né vincoli creativi, però mi sento di utilizzare il significante “dannazione” per giungere anche a dimensioni, condizioni e dinamiche prettamente umane e terrene, innervate magari di oscurità, ma prive di contaminazioni diaboliche ed “intorbidamenti” occultistici.
Decadenza, trasgressione, incomprensione, degrado, genialità, possono rendere l’uomo, specie se artista, maledetto,dannato. Ma questa è ovviamente un’insulsa e sciocca impressione, dettata forse da un occhio “benpensante”, nell’accezione “deandreiana” del termine, oppure semplicemente desunta da una diversità molteplice che si staglia inevitabilmente contro lo standard del cittadino medio, ordinato , placido, moderato, schematico, a tratti insipido. Rimango dell’idea che la sensibilità sia quel fertile terreno da cui crescano malesseri e paure e spesso sboccino errori, alle volte anche gravi, che la fragilità sia un soffice, ma non del tutto comodo, guanciale, su cui poggia l’esistenza di ognuno, lieta o misera che sia e che l’arte sia un portale, capace di dischiudere la verità e l’essenza delle cose sino a spogliare l’animo umano e mostrarne le più “ intime nudità”.
Il Rock ( quello vero) è colpevole di aver messo l’uomo completamente a nudo, trovando, nella condivisione di valori contrastanti con quelli dominanti, nei desideri arcani, nei disagi esistenziali, nelle debolezze, nelle rivendicazioni culturali e razziali, nella lotta della working class, pietre molto dure da scagliare violentemente contro quel “gigante di cristallo” che è la morale e che ancora oggi continua a gettare, impietosamente, in un pozzo d’intolleranza e alienazione, tutti quei figliastri di un destino sgarbato, eredi di cornici e situazioni non invidiabili.
Un sentito ringraziamento a tutti i “dannati”, che tentano o hanno tentato di consegnarci degli occhi capaci di vedere oltre l’apparente e delle ali , di “baudelairiana” memoria, fatte di musica e parole, con cui accamparci sulle nuvole e confidarci con le stelle.

Emanuele